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L’ecografia mammaria, un esame utile per la prevenzione del tumore al seno

L’ ecografia mammaria è un test non invasivo, semplice e sicuro eseguita con una sonda appoggiata sulla pelle, ma non è sostituibile alla mammografia.

Il Dott. Luca Bartolucci, ecografista, ci parla di questo esame, in cosa consiste e perchè è importante eseguirlo con regolarità.

IN COSA CONSISTE

L’ecografia mammaria è un esame diagnostico per immagini semplice e sicuro, che consente lo studio anatomico e strutturale del seno.
Quest’indagine non è invasiva, poiché si basa sull’emissione e sulla ricezione di ultrasuoni, che vengono riflessi in modo differente dai vari tessuti che attraversano.
Si esegue appoggiando una sonda sulla pelle del seno, che viene fatta scorrere con del gel conduttore. L’esame non è doloroso, dura circa 15-20 minuti e non richiede la somministrazione di alcun farmaco o di un mezzo di contrasto.

visita al seno

Non è un’ indagine alternativa alla mammografia

Nella maggior parte dei casi, l’ecografia al seno non è un’indagine alternativa alla mammografia, ma i due esami sono ritenuti complementari.
Nella diagnostica senologica, l’esame ecografico è più adatto a valutare i tessuti mammari densi, in cui la componente ghiandolare è prevalente, non sempre ben visualizzabili ai raggi X della mammografia, delle donne giovani. In linea generale, l’ecografia mammaria rappresenta l’esame di primo livello fino a 35-40 anni e costituisce un’ottima integrazione della mammografia dopo i 40 anni.

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QUANDO è INDICATO ESEGUIRE L’ECOGRAFIA MAMMARIA

L’ecografia mammaria è indicata in tutti i casi in cui siano evidenti o palpabili formazioni nodulari alla visita medica o all’autoesame del seno.

  1. Con l’ecografia mammaria si possono ottenere immagini del tessuto mammario ed esaminarne le caratteristiche e i rapporti con le altre strutture. Tale metodica consente di valutare, inoltre, eventuali formazioni dei linfonodi ascellari.
  2. Con l’ecografia mammaria si possono individuare formazioni nodulari e verificarne la natura e la vascolarizzazione, distinguere tra le lesioni a contenuto liquido e quelle solide, esaminare patologie infiammatorie e formazioni di linfonodi ascellari. Si è dimostrata particolarmente utile e affidabile nello studio delle alterazioni benigne della mammella (cisti, lipoma, malattia fibrocistica, fibroadenoma, patologia infiammatoria e dilatazione dei dotti galattofori).